Inspiro forte ancora questo profumo di casa, ricordo di tempi antichi. Ed entro.
27 ottobre 2010
autunno
Ancora una volta quel profumo di camino. Esco nell'aria fresca della sera autunnale, inspiro profondamente e quell'odore di legna bruciata mi riempie i polmoni. Sembra Natale. Mi immagino il profumo delle castagne. Ancora una volta la mente vaga tra ricordi e sogni. E non sa più cos'è vero. E' una sera strana. Mi sento malinconica e serena al tempo stesso. Vorrei essere leggera come una piuma e volare sopra i tetti, spiare la gente che cena nelle case calde. Vorrei essere un gatto davanti al camino e guardare le fiamme che danzano. Vorrei essere le fiamme del camino e danzare quel sabba infernale insieme a loro.
31 agosto 2010
E tu.
Tu con quegli occhi tristi su un volto allegro,
tu che hai i capelli bianchi a quarant'anni,
tu che non mi guardi perché ti vergogni,
tu che una volta hai fatto una scelta, e ora forse te ne penti.
Tu, che hai sempre pensato a te stesso,
e sei quello che ha sofferto di più.
Sì, tu che non hai capito di cosa avevi bisogno,
e sei andato avanti per inerzia.
Tu che mi racconti di tempi lontani,
perché del presente non c'è niente da raccontare.
Tu che sei circondato ogni giorno da un sacco di persone,
eppure ti senti solo.
Tu che non hai ancora comprato una casa,
perché non sai dove vuoi stare.
Tu sei seduto qui davanti a me e mi racconti la tua vita...
E io non so cosa rispondere, perché io quello che hai vissuto tu,
non lo so.
E tu mi parli di naufragi perché ti senti naufragare,
portato alla deriva da una vita di scelte sbagliate,
ma non è finita.
Io vorrei dirti che c'è ancora tempo per cambiare,
ma tu scappi, davanti a me, come hai fatto per tutta la vita.
tu che hai i capelli bianchi a quarant'anni,
tu che non mi guardi perché ti vergogni,
tu che una volta hai fatto una scelta, e ora forse te ne penti.
Tu, che hai sempre pensato a te stesso,
e sei quello che ha sofferto di più.
Sì, tu che non hai capito di cosa avevi bisogno,
e sei andato avanti per inerzia.
Tu che mi racconti di tempi lontani,
perché del presente non c'è niente da raccontare.
Tu che sei circondato ogni giorno da un sacco di persone,
eppure ti senti solo.
Tu che non hai ancora comprato una casa,
perché non sai dove vuoi stare.
Tu sei seduto qui davanti a me e mi racconti la tua vita...
E io non so cosa rispondere, perché io quello che hai vissuto tu,
non lo so.
E tu mi parli di naufragi perché ti senti naufragare,
portato alla deriva da una vita di scelte sbagliate,
ma non è finita.
Io vorrei dirti che c'è ancora tempo per cambiare,
ma tu scappi, davanti a me, come hai fatto per tutta la vita.
25 agosto 2010
Il mare
Seduta sulla riva osservo il mare.
Quel mare infausto che portò via il figlio di Padron 'Ntoni. Quel mare bello che si infrange sulle rocce bagnando i miei fogli. Scrivo a mano, riscopro questo piacere. Piegata in 2 su questo foglio ricavato, alzo la testa e vedo il mare. Aperto. Dopo quegli scogli laggiù non c'è più terra, solo il mare. Azzurro, immenso, si perde all'orizzonte e tra poco si confonderà col cielo in un crepuscolo rosa e argento.
E intanto penso a questo mare cantato dai poeti e dagli scrittori. A questo mare cattivo che mi fa paura. A questo mare subdolo che mi incanta col suo sciabordio.
Più ti guardo e più ti amo, mare. So che mi mancherai tutto l'inverno. Lasciarti è sempre una pena. Io, nata e vissuta lontano dal mare, vorrei ogni giorno perdere lo sguardo tra le onde all'infinito. Mi riempio gli occhi di questo azzurro, mi riempio l'anima della pace e della calma che solo guardarti mi sa dare. E spero di portarne un po' nel cuore, per affrontare l'inverno senza di te, mare.
Quel mare infausto che portò via il figlio di Padron 'Ntoni. Quel mare bello che si infrange sulle rocce bagnando i miei fogli. Scrivo a mano, riscopro questo piacere. Piegata in 2 su questo foglio ricavato, alzo la testa e vedo il mare. Aperto. Dopo quegli scogli laggiù non c'è più terra, solo il mare. Azzurro, immenso, si perde all'orizzonte e tra poco si confonderà col cielo in un crepuscolo rosa e argento.
E intanto penso a questo mare cantato dai poeti e dagli scrittori. A questo mare cattivo che mi fa paura. A questo mare subdolo che mi incanta col suo sciabordio.
Più ti guardo e più ti amo, mare. So che mi mancherai tutto l'inverno. Lasciarti è sempre una pena. Io, nata e vissuta lontano dal mare, vorrei ogni giorno perdere lo sguardo tra le onde all'infinito. Mi riempio gli occhi di questo azzurro, mi riempio l'anima della pace e della calma che solo guardarti mi sa dare. E spero di portarne un po' nel cuore, per affrontare l'inverno senza di te, mare.
22 luglio 2010
Filastrocca
Ultimamente mi viene sempre in mente una filastrocca, ma non riuscivo a ricordarmela per intero... finalmente l'ho ritrovata! ricorda un po' una storiella che mi raccontava mia nonna...
Topolino topoletto
s'è ficcato sotto il letto
e la mamma poveretta
gli ha tirato una scopetta.
Corri corri all'ospedale
è cascato per le scale
corri corri in farmacia
gli hanno detto 'Pussa via!'.
Corri corri al camposanto
gli hanno detto 'Grazie tanto'
corri corri al cimitero
gli hanno fatto un occhio nero.
Topolino topoletto
poverino poveretto
topolino topolino
mangia pane e formaggino.
Topolino topoletto
s'è ficcato sotto il letto
e la mamma poveretta
gli ha tirato una scopetta.
Corri corri all'ospedale
è cascato per le scale
corri corri in farmacia
gli hanno detto 'Pussa via!'.
Corri corri al camposanto
gli hanno detto 'Grazie tanto'
corri corri al cimitero
gli hanno fatto un occhio nero.
Topolino topoletto
poverino poveretto
topolino topolino
mangia pane e formaggino.
25 giugno 2010
Due ore in un giorno di sole
D'estate, quando c'è il sole, ci sono due momenti della giornata che preferisco.
L'ora dalle 14 alle 15: l'ora della siesta, quella più calda della giornata. Mi piacerebbe sedermi fuori e "meriggiare pallido e assorto presso un rovente muro d'orto" come diceva Montale. In quell'ora c'è silenzio, tutti sono immersi nel torpore del dopo pranzo, si sente solo il lavorio della natura tutta intorno. Il sole picchia e puoi quasi sentire l'erba crescere e tendersi verso quel calore. I pochi animali in giro si muovono pigramente. Puoi osservare tutto come se fossi un tutt'uno con il mondo, fuori dal tuo corpo intontito dal caldo.
E poi l'ora che va dalle 19 alle 20. Quell'ora di relax prima di cena, quando finalmente hai terminato i tuoi compiti giornalieri, e ti puoi godere un po' di riposo. Svuoti la mente, cammini per strada, non è più caldo come prima, se sei fortunata si alza anche un po' di brezza serale. Piano piano si svuota la città, tutti rientrano a casa, il sole si fa basso sull'orizzonte. Non è ancora sera, c'è luce e ti puoi godere gli ultimi raggi rassicuranti. Senti la natura che va a riposo, i suoi suoni si spengono lentamente. "Ed è subito sera" come diceva un altro poeta, Quasimodo.
L'ora dalle 14 alle 15: l'ora della siesta, quella più calda della giornata. Mi piacerebbe sedermi fuori e "meriggiare pallido e assorto presso un rovente muro d'orto" come diceva Montale. In quell'ora c'è silenzio, tutti sono immersi nel torpore del dopo pranzo, si sente solo il lavorio della natura tutta intorno. Il sole picchia e puoi quasi sentire l'erba crescere e tendersi verso quel calore. I pochi animali in giro si muovono pigramente. Puoi osservare tutto come se fossi un tutt'uno con il mondo, fuori dal tuo corpo intontito dal caldo.
E poi l'ora che va dalle 19 alle 20. Quell'ora di relax prima di cena, quando finalmente hai terminato i tuoi compiti giornalieri, e ti puoi godere un po' di riposo. Svuoti la mente, cammini per strada, non è più caldo come prima, se sei fortunata si alza anche un po' di brezza serale. Piano piano si svuota la città, tutti rientrano a casa, il sole si fa basso sull'orizzonte. Non è ancora sera, c'è luce e ti puoi godere gli ultimi raggi rassicuranti. Senti la natura che va a riposo, i suoi suoni si spengono lentamente. "Ed è subito sera" come diceva un altro poeta, Quasimodo.
13 aprile 2010
inadeguatezza
... se per tutta la vita non mi fossi sentita così inadeguata adesso sarei una donna diversa...
9 aprile 2010
slipping through my fingers...
Dedicato alla mia mamma: spero che prima o poi potremo tornare a fare tutte le cose che facevamo insieme prima...
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