27 gennaio 2009

c'era un ciliegio

C'era un ciliegio nella strada che dall'aia portava al bosco... un ciliegio grande, enorme, profumato. Su quel ciliegio nel greppo crescevano delle ciliegie cattivissime, aspre e piccoline. Eppure lui, il ciliegio, non se ne interessava: cresceva grande e forte e fiero si ergeva con le fronde al vento. Noi bambini andavamo sempre a vederlo. In ogni stagione stava lì, senza piegare i rami, a guardarci dall'alto delle sue chiome e a proteggerci. Io amavo quel ciliegio dai frutti aspri e quasi incolori, perché era bello, anzi bellissimo. E mi piaceva raccogliere le ciliegie e pensare che le faceva un po' anche per noi, perciò era nostro dovere mangiarle per farlo felice. Sembrava sorridere. Un giorno non ce l'ho trovato più e mi sono sempre chiesta perché. Nessuno mi ha mai spiegato perché sia stato abbattuto, ma un motivo doveva pur esserci, mi sono detta. Così da allora ogni volta che passo di lì penso a lui e a quante cose sono cambiate...
Si può dimenticare, non è facile, ma è possibile. Però quando dimentichi in realtà il ricordo non sparisce, non si disintegra, ma lo accantoni solo in un angolo della mente, perché non vuoi più vedertelo davanti. E poi un giorno, all'improvviso, in un momento che non c'entra niente, eccolo lì che riaffora, nitido e chiaro come se fosse ieri. Un'immagine, una frase, una parola, un gesto... e ti chiedi cosa sia cambiato da allora e come sia potuto cambiare tanto e perché... ma una risposta non c'è, non la sai trovare... e il ricordo resta lì, ti sforzi di dimenticare di nuovo per non soffrire inutilmente a causa di qualcosa che non esiste più, come quel ciliegio sul greppo...

21 dicembre 2008

Last night in Siena

Ultima notte a Siena. Eccola, è arrivata finalmente. Sono qui, in questa casa che ha vissuto con me i miei tormenti e miei insuccessi, in questo letto che ha visto fallire molte illusioni... qui verso qualche lacrima anche per l'odiata siena, dove mi sono scontrata con tutte le mie debolezze senza riuscire a superarle... siena che mi era più estranea di zurigo... siena dove ero straniera in patria.
Ultima notte tra queste mura amiche, unico luogo di questa città in cui mi sentivo a casa, mio piccolo nido in cui riversavo tutte le frustrazioni, di cui avevo cura come se così facendo riuscissi anche un po' ad aver cura di me finalmente.
Ultima sera con gli amici, mia unica gioia e consolazione in questi mesi... mi mancherete lassù al nord! o forse no, non sentirò la vostra mancanza perché vi porterò sempre nel cuore e nei pensieri (come mi ha insegnato recentemente un amico)...
Eccomi di nuovo qui a chiudere un capitolo della mia vita e a ricominciare ancora una volta d'accapo... di nuovo ad affrontare il distacco e lo sradicamento... difficile... forse se non si prova non si può capire e forse non tutti quelli che lo provano riescono a capire. Per me è difficile: per me che mi affeziono alle persone, ai luoghi, alle abitudini...
Non ti abbandonerò per sempre siena bella... fino a poco tempo credevo di odiarti ed è stata dura vivere qui. Ma questa ultima settimana bellissima mi ha fatto capire che non ti odio, solo, forse, non ci siamo capite. E come tutti i rapporti tra due entità troppo diverse, era destino che finisse; lasciamoci senza rancore. Ricorderò questa settimana in cui ho recuperato la felicità e la serenità, nonché la consapevolezza che non importa dove sono o con chi sono, se IO sto bene con me stessa. Perciò vedi, cara Siena, non è stata colpa tua.
Grazie a tutti per l'affetto e l'amicizia: prometto che non vi dimenticherò.
Buonanotte.

14 dicembre 2008

felicità

anche stasera avrei voluto scrivere: come mi sento, quanto mi manchi, cosa provo... avrei voluto parlare delle lacrime che continuo a versare, dei sogni infranti, della fatica di trovare qualcosa a cui aggrapparmi... anche stasera avrei voluto cercare di esprimere qualcosa che mi rimbomba nella testa e che non vuole smettere... anche stasera avrei voluto mandare affanculo il mondo e la mia debolezza con lui, avrei voluto sentirmi forte e non compiangermi... anche stasera avrei voluto mostrare che non avevo bisogno di nessuno e meno ancora di te... anche stasera... e non l'ho fatto... e tra qualche ora sarà giorno di nuovo e mi sveglierò con quel senso di vuoto nel cuore che pesa più del piombo e non se ne vuole andare... e pregherò che la sera venga presto di nuovo per potermi riaddormentare e dimenticare e sognare quella cosa che non accadrà mai: felicità.

20 novembre 2008

profumo...

Stamattina c'era quel profumo tipico della domenica di inverno: odore di brodo e camino nel freddo della via. Il sole rendeva l'aria tersa e luminosa, come nelle giornate invernali in queste terre di Siena. E quell'odore mi ha riportato indietro nel tempo; a quando mi svegliavo in una stanza fredda di quella grande casa in mezzo alla campagna e la nonna preparava il brodo per le feste. "Ah che schifo!" pensavo "è mattina e già c'è puzza di gallina in tutta casa". Mettevo un braccio fuori dal piumone e subito mi si intirizziva per il freddo! Affrettandomi a rimetterlo sotto e coprendomi fino al naso pensavo a cosa avrei potuto fare quel giorno... non c'era veramente un cazzo da fare laggiù! ma che ore saranno? troppo freddo per guardare l'orologio LONTANISSIMO sul comodino! Ma chi è che strilla? mamma? zia? nonna? dormire... ed ecco la mamma entra: oh ma dormi ancora? - perché che ore sono? - le 10, mi sembra che tu abbia dormito abbastanza! (pensiero: e tu che ne sai?) - c'è il sole mamma? - sì dai alzati che poi andiamo giù nell'aia a sistemare un po' di roba... biascicavo un "sì... ora... ma avrei da studiare..." (tutto pur di non aiutare!!!)
ed ecco improvvisamente la mia nonnina in cucina! neanche chiedersi se si fosse alzata presto per preparare tutta quella roba... lei non si alzava MAI presto! da qualcuno avrò pur preso no??? "nonna, cosa prepari di buono per pranzo?" "mah e ora 'n'el so', chiedi alla tu' mamma, è lei che decide!"
ah nonna nonnina se fossi stata qui ancora forse la mia permanenza in questa città mi sarebbe stata meno difficile... quanto mi manchi...
il profumo è sparito e con lui i ricordi si sono fatti più vaghi... il cielo si è coperto e l'aria si è fatta più pesante... mi mancheranno i tuoi capricci Siena, ma sono felice di lasciarmi dietro tutto questo e ricominciare di nuovo, perché il fardello si è fatto troppo pesante ed è ora di liberarsene! scriverò ancora prima di partire...

11 novembre 2008

scese la nebbia (retorica)

E scese la nebbia... a nascondere i peccati con i peccatori... a nascondere le gioie e le sofferenze... le paure e le preoccupazioni... scese la nebbia, fitta, che si tagliava con il coltello... scese a coprire i pensieri e a confondere le idee... scese a intricare le scelte e a confondere la via... scese la nebbia ad annegare nel vuoto la fatica e il dolore, la pazienza e la serenità...
scese la nebbia a mistificare la realtà... a rendere tutto incolore, insapore, inodore... tutto uguale... tutto niente...
scese la nebbia, fitta... e non si vedevano più i tetti e le cime dei monumenti... avvolse tutto in una coltre ovattata... soffocando le speranze e la disperazione... scese bassa, fino a toccare terra... quella nebbia maledetta, che non ti fa vedere a un palmo dal naso... scese sulla campagna, e sulla città... scese senza pietà di quegli esseri mortali che volevano uscirne... non restava che chiudere gli occhi e andare alla cieca, sperando di uscirne prima o poi... uscire dall'umido e vacuo senso di nullità...
la nebbia copriva e nascondeva tutto... e scendeva, scendeva inesorabile su tutto e su tutti... ma non poteva niente contro la forza della mente che la scacciava a male parole! scese la nebbia ma non uccise la volontà e il desiderio, che fuggirono lontano dove lei non poteva nulla...

9 novembre 2008

Used To - Daughtry

You used to talk to me like
I was the only one around.
You used to lean on me like
The only other choice was falling down.
You used to walk with me like
We had nowhere we needed to go,
Nice and slow, to no place in particular.

We used to have this figured out;
We used to breathe without a doubt.
When nights were clear, you were the first star that I'd see.
We used to have this under control.
We never thought.
We used to know.
At least there's you, and at least there's me.
Can we get this back?
Can we get this back to how it used to be?

I used to reach for you when
I got lost along the way.
I used to listen.
You always had just the right thing to say.
I used to follow you.
Never really cared where we would go,
Fast or slow, to anywhere at all.

We used to have this figured out;
We used to breathe without a doubt.
When nights were clear, you were the first star that I'd see.
We used to have this under control.
We never thought.
We used to know.
At least there's you, and at least there's me.
Can we get this back?
Can we get this back to how it used to be?

I look around me,
And I want you to be there
'Cause I miss the things that we shared.
Look around you.
It's empty, and you're sad
'Cause you miss the love that we had.

You used to talk to me like
I was the only one around,
The only one around.

We used to have this figured out;
We used to breathe without a doubt.
When nights were clear, you were the first star that I'd see.
We used to have this under control.
We never thought.
We used to know.
At least there's you, and at least there's me.
Can we get this back?
Can we get this back to how it used to be? Yeah.
To how it used to be.
To how it used to be, yeah.
To how it used to be.
To how it used to be.

4 novembre 2008

goodbye my lover, goodbye my friend... you have been the one... you have been the one for me...